ITALO LEOIl Dott. Italo Leo, Fisiatra e Medico Sportivo, Medico Sociale della Salernitana calcio, ci parla di sport e benessere, ma anche di traumi sportivi e prevenzione, e di come i professionisti gestiscono un problema che pare sempre più diffuso.

Quali sono le articolazioni e i muscoli più “delicati” nello svolgimento dell’attività sportiva?

Sicuramente con la primavera aumenta la frequenza dell’attività sportiva amatoriale, sia indoor sia outdoor, con conseguenti sovraccarichi funzionali a caviglie, ginocchia e bacino. I muscoli più interessati a questo genere di stress sono i flessori e gli estensori del ginocchio, ma anche i polpacci: in pratica tutti i muscoli della corsa.

Quali i traumi più comuni? Si possono prevenire?

I traumi più comuni che osservo quotidianamente nella mia attività ambulatoriale sono rappresentati dalle distorsioni di caviglia e ginocchio che, se mal curate, possono dar luogo a complicazioni a distanza, che vanno poi a sfociare in tendiniti.
Si possono prevenire questi traumi effettuando esercizi di elasticizzazione e propriocezione (la capacità di percepire lo stato di contrazione dei propri muscoli) delle strutture muscolo-tendinee, almeno 30 minuti prima di cominciare l’attività sportiva.
È chiaro che la gestione di un atleta non può prescindere da una sana e corretta alimentazione che dovrà avvenire per tutta la settimana, e non solo in prossimità dell’evento sportivo. Infatti a tal proposito si utilizzano degli integratori alimentari che vanno ad agire esclusivamente su muscoli e tendini.

Come vanno gestiti i traumi nell’immediato e sul lungo periodo?

La gestione dei traumi nell’immediato è rappresentata dalla cosiddetta sequenza RICE (Rest: riposo dall’attività; Ice: ghiaccio 2-3 volte al giorno per 15-20 minuti; Compression: quindi compressione dei tessuti interessati, per non far sviluppare l’edema; Elevation: elevazione dell’arto per aumentare il ritorno del sangue venoso che si traduce in meno dolore e gonfiore.

Quali sono gli sport più a rischio? Qualche consiglio

Non esiste uno sport meno sicuro dell’altro; esiste piuttosto il grado di preparazione con cui noi approcciamo uno sport. In sostanza ognuno dovrebbe praticare uno sport in base alle proprie attitudini psicofisiche. Ricordiamo che fare sport deve essere un piacere da parte nostra e non un obbligo. L’unico dato certo è che lo sport fa bene e soprattutto non ha età.
I migliori benefici si ottengono per la funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio, ma anche a livello muscolo scheletrico ed articolare. Infatti sono tante le patologie che l’attività fisica consente di prevenire: da quelle dismetaboliche all’osteoporosi, fino ad aiutarci a preservare le sinovie articolari delle ginocchia e caviglie.

Calciatori professionisti: come mai sempre tanti infortuni nonostante la grande preparazione?

I numerosi infortuni che occorrono ai calciatori professionisti sono provocati da una frequenza eccessiva degli impegni agonistici di elevata performance, con spazi sempre più ridotti da dedicare al recupero metabolico e funzionale.
Se a questo aggiungiamo le superfici dei campi di calcio non sempre perfette, e le temperature rigide a cui sono sottoposti gli atleti a causa di esigenze televisive, ci rendiamo conto che il numero così elevato degli infortuni stagionali è quasi un dato atteso.

Qual è la difficoltà principale nella gestione medica di un professionista sul lato traumi?

La principale difficoltà nella gestione medica e fisioterapica di un atleta professionista è costituita soprattutto dai rapporti interprofessionali di tutte quelle figure che ruotano attorno ad esso: presidenti e direttori sportivi, poi allenatori e preparatori atletici, medici e fisioterapisti, ma anche procuratori sportivi e assicuratori, fino alla gestione mediatica dell’infortunio.
Pertanto posso affermare con estrema sincerità che la gestione di un atleta top level, seppur affascinante, è estremamente complessa e nasconde parecchie insidie.

Ultimo aggiornamento: 17/03/2016